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insegnamento restauro scagliola restauro quadri restauro stucco by Fabiola Lunghetti

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Stucco - Importantissimo elemento per il restauro insegnamento restauro scagliola restauro quadri restauro stucco. Vi è lo stucco a gesso, a cera, a segatura, a carbone. In falegnameria è ottenuto tradizionalmente con pangesso (gesso di Bologna) e colla animale; è usato per otturare fori di chiodi o tarli e piccole fessurazioni e crepe. A volte, al posto della colla animale può essere usata la colla vinilica. Un composto di gesso e polvere di marmo che si usa molto sovente nelle decorazioni degli interni architettonici e nelle arti plastiche e che talvolta serve anche da sfondo o cornice per modellazioni a rilievo o per dipinti a fresco. Uno stucco di composizione più grossolana viene adoperato per gli ornamenti architettonici esterni e talvolta lo si tratta in modo che abbia a simulare un rivestimento in pietra. Esso era già in uso presso gli antichi romani e tornò di moda durante il periodo rinascimentale: d'allora in poi è stato largamente usato specie nel Seicento e nel Settecento.

Come preparare lo stucco classico

Lo stucco classico è lo stucco per eccellenza usato nel restauro. E' composto da gesso di Bologna o Pangesso, terre colorate  e colla garavella. 

Quando lo si prepara, conviene preparane un po' in abbondanza del colore desiderato, in quanto si vedrà che oltre alla prima passata, ne sarà necessaria almeno una seconda, ed in fase di finitura ci si accorgerà che alcune imperfezioni sono sfuggite alle prime due passate, necessitando di una ulteriore stuccatura.

Per la preparazione occorre un piano di marmo o una tavoletta verniciata. 

Si mescolano bene tra di loro il gesso Bologna e i pigmenti necessari per dare la colorazione voluta. Successivamente si aggiungono la colla garavella (abbastanza diluita) e un po' d'acqua calda. Il tutto va impastato bene con una spatola fino ad ottenere un composto ne troppo molle ne troppo denso ma facilmente spatolabile.

Nella preparazione dello stucco, occorre tenere presente che se  la maggior quantità di colla renderà lo stucco più tenace, questo sarà più difficile da carteggiare successivamente. Quindi la colla andrà dosata di volta in volta  secondo l'uso specifico che si deve fare dello stucco (più colla se si dovranno stuccare spigoli e parti esposte agli urti, meno colla se si dovranno stuccare fori di tarli su di un piano.

Per il colore si tenga presente che quello definitivo, sarà quello che si vede quando lo stucco è fresco ed umido e non quello dello stucco secco in quanto si deve pensare  di vederlo attraverso lo strato di gommalacca che, darà allo stucco, l'effetto cromatico dell'acqua.

Questo stucco ha essenzialmente due difetti: il primo è la sua tendenza a diminuire di volume durante l'essiccazione richiedendo quindi una seconda applicazione, l'altro è quello di macchiare il legno richiedendo alcune precauzioni.

Durante tutta  la lavorazione,  andrà conservato avvolto in un panno umido messo all' interno di un sacchetto di nylon.

 

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